Guarda che cagnone! Non toccarlo che ti morde!” Il rapporto tra cane e bambino.

quante volte avete sentito queste parole uscire dalla bocca di una mamma o di un nonno per mano con un bambino? Io tante, troppe. Purtroppo capita che le figure di riferimento trasmettano, spesso involontariamente, le proprie paure e insicurezze ai bambini di cui si occupano, per una sorta di protezione del minore da ciò che loro stessi temono per primi. Se quando fa buio ti ripeto che ho paura, finirai per convincerti che il buio fa paura. Se sente ripetersi ogni volta alla vista di un cane che è cattivo e che può mordere, il bambino non potrà che farsi l’idea che dagli animali è meglio starci alla larga. Niente di più sbagliato! Vediamo perché (mi concentrerò nello specifico sui cani poiché sono gli animali che conosco meglio e con i quali io stessa sono cresciuta, ma il senso del discorso può valere per gatti, cavalli, mucche, maiali ed elefanti).

Oltre ad essere un semplice metodo che i genitori possono usare per far amare al bambino gli animali, per insegnare il rispetto dell’altro e della natura in genere, per trasmettere una propria passione e l’amore che si nutre per i cani, per un bambino crescere con un cane a fianco è decisamente un valore aggiunto al suo processo di sviluppo.

Il rapporto con il cane stimola nel bambino una serie di meccanismi psicologici consci ed inconsci fondamentali per la sua crescita e per lo sviluppo della sua personalità, come i processi di identificazione e di proiezione, che aiuteranno il bambino ad esprimere le proprie emozioni e a riconoscere quelle altrui, oltre ad esternare le proprie paure ed angosce. cane bambino

Rapportarsi con l’animale può aiutare il bambino a fronteggiare gli eventuali sentimenti di gelosia in caso di nascita di un fratello ed è un aiuto molto speciale nella fase di distacco dalle figure genitoriali. Portare, ad esempio, il cane al guinzaglio è per il bambino un modo per “rimanere legato” ad una figura affettiva del proprio nucleo famigliare durante il suo naturale processo di separazione-individuazione e questo gli trasmetterà fiducia e sicurezza.

Anche un neonato può stare a contatto fin dai primi momenti con gli animali di casa, con i dovuti accorgimenti. Sembrerebbe addirittura che la convivenza con cani e gatti rafforzi il sistema immunitario dei nostri piccoli. Ad affermarlo è la rivista medica Pediatrics che nel giugno 2012 ha pubblicato uno studio condotto in Finlandia proprio su tale questione. Gli autori hanno seguito 397 bambini dalla gravidanza fino al primo anno di vita e hanno notato l’esistenza di una correlazione tra il contatto con gli animali ed il numero di volte in cui il bambino si è ammalato. “Anche se bisognerà approfondire la ricerca” sostiene il dr. Eija Bergroth, pediatra presso l’Università di Kuopio Hospital – Finlandia e autore dello studio “sembra esserci qualcosa nel contatto tra animali e bambini che protegge questi ultimi dalle più comuni infezioni infantili“; i bambini che avevano un numero maggiore di contatti con gli animali, infatti, erano meno colpiti da tali patologie.

Perché il rapporto cane bambino diventi davvero educativo occorrono, naturalmente, le dovute precauzioni e regole; il genitore dovrebbe partecipare attivamente alla costruzione e alla regolamentazione del rapporto tra i due affinché si raggiunga presto un buon equilibrio. Iniziando da quando il bambino è ancora un neonato, bisognerebbe rendere partecipe il cane delle attività quotidiane di accudimento del bimbo, lodandolo e premiandolo ogni volta che il cane rimane buono e tranquillo accanto alla culla. Quando il bambino inizierà a muoversi autonomamente allora bisognerà insegnagli a rispettare e non infastidire il cane, dovrà imparare dove e come toccarlo, per evitare che anche il più paziente dei nostri amici pelosi reagisca in maniera inaspettata.

“In questa fase il nostro modello di comportamento nei confronti del cane farà capire al bimbo come ci si comporta con il cane e il suo ruolo nella famiglia-branco. Per quanto riguarda il rischi per la salute del bambino che tanto preoccupano mamme e papà – spiega Elena Allegrezza, veterinaria- “basta rispettare le classiche norme igieniche, la regolarità dei controlli e delle vaccinazioni e l’applicazione di antiparassitari come consigliato dal proprio veterinario di fiducia. A mio avviso l’unico rischio, vissuto personalmente, è che il bimbo impari prima il nome del cane piuttosto che la parola ‘papà’!”.

Ci sono genitori che vengono accusati di far crescere i propri figli in ambienti sporchi perché invasi da cani, io a queste persone dico: meglio un bambino che si rotola felice a terra con il suo amico cane piuttosto che un bambino si terrorizza senza aver mai avuto la possibilità di accarezzarli e conoscerli! I cani e gli animali in genere posso dare davvero molto, insegnare tanto, e se riescono a farlo con noi adulti, non può che succedere la stessa cosa con i nostri bambini, persone in crescita, piccole spugnette che apprendono quotidianamente la vita dalla vita.

Serena, mamma di una bimba di 4 anni e padrona di 4 cani racconta: “Quando ho chiesto a Beatrice se fosse felice di vivere con i nostri cani, anche se questo comporta che io divida il mio tempo tra lei e loro, mia figlia ha risposto: “Mamma perché mi fai una domanda così? Certo, io sono nata per vivere con dei cani, non lo sai?”.

A volte basterebbe chiedere al bambino: cosa ti rende felice? Niente di più semplice.

Dott.ssa Beatrice Chiodini         Dott.ssa Elena Allegrezza
Psicologa, Psicodiagnosta          Medico Veterinario

Credits: http://www.beatricechiodini.com/quanto-un-animale-puo-insegnare-la-vita/  [socialring]