Un cucciolo sotto l’albero??? affidatevi ai nostri consigli!!

Visto che ogni anno siamo di fronte a questi dubbi  riporto questo interessante articolo di Valeria Rossi.

di VALERIA ROSSI – Un cucciolo per Natale? Perché no.
Alt! Non scandalizzatevi subito.
Se il Natale è semplicemente l’occasione giusta per coronare il sogno di una persona cara (bambini compresi), e se la scelta è stata fatta, con tutta la consapevolezza necessaria, personalmente non ho nulla in contrario al cucciolo “sotto l’albero”.
L’importante è che ci si ricordi che quel cucciolo non è un oggetto ma un essere vivente, sensibile e senziente che , dal momento in cui ce ne assumiamo la cura, si affiderà totalmente a noi – che ne saremo totalmente responsabili – per il resto della sua vita.
Se non si è ben certi di questo, un cane o un gatto non si devono prendere MAI, non solo a Natale; se invece se ne è certi, l’unica altra controindicazione natalizia è il fatto che il cucciolo – specie se è un cane – occuperà interamente le vostre giornate.
Quindi niente settimane bianche, niente feste da amici e parenti, niente botti di Capodanno (che potrebbero traumatizzarlo seriamente), niente pazza gioia natalizia; ma in realtà, se siete le persone giuste per possedere un cucciolo, la pazza gioia ve la regalerà tutta lui.

Premesso questo… il “quando” prendere un cucciolo è molto meno importante del “dove”.
Molte, troppe persone, infatti, non hanno ancora capito cosa si nasconde dietro la vendita di piccoli animali in negozi, fiere e affini (e anche di animali esotici, che personalmente sconsiglio sempre, qualsiasi sia la loro provenienza, perché non sono nati per vivere in questo habitat e tanto meno in un appartamento).

E’ purtroppo ancora molto facile incappare nel cosiddetto “traffico di cuccioli”, prevalentemente (ma non solo) dall’Est europeo: cuccioli di cane e di gatto che costano – apparentemente – un po’ meno di quelli prodotti dai buoni allevamenti, ma che hanno le seguenti caratteristiche negative:

a) nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi ( i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari, quindi non si fanno). Se i genitori ne sono affetti in modo palese non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati) a più non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie;
b) le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, senza alcun tempo di ripresa: non sono accudite amorevolmente dopo il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le mamme, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli;

c) per le madri si usa cibo a basso costo, e quindi di bassa qualità, che le debilita ancora di più. I cuccioli vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualità – e poi impacchettati e spediti, perché tenerli più a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i sedicenti “allevatori” si guardano bene dal sostenere;

d) i cuccioli vengono “impacchettati e spediti” intorno ai 30-35 giorni di età, perché a 40-50 giorni (età in cui risultano più “appetibili” per il cliente) devono già essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare prima dei 50 giorni perché non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età, il sistema immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino;

e) per arrivare in Italia dai Paesi sede dei “puppy mills”, come li chiamano in America, o “cucciolifici”, come li chiamo io, gli animali viaggiano per almeno due giorni (debilitati e senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento, stivati come galline in gabbiette non igienizzate che hanno visto passare altre migliaia di cuccioli… con i risultati che si possono facilmente intuire.

Quali sono i cani provenienti dai “cucciolifici” ?????

Purtroppo la risposta è “quasi tutti”, ad eccezione degli allevatori seri e dei privati altrettanto seri.
Vendono cuccioli provenienti da queste “fabbriche” quasi tutti i negozi di animali; quasi tutti i sedicenti allevatori – in realtà importatori – che promettono “cuccioli di tutte le razze, con o senza pedigree, consegna immediata”; indistintamente TUTTE le “fiere del cucciolo” a cui molte città, per fortuna, hanno chiuso le porte, ma molte altre purtroppo no (perché pagano bene). In queste fiere teoricamente gli animaletti sono “in esposizione” e sarebbe vietata la vendita: la realtà è che gli organizzatori organizzano quasi sempre, a fiera finita, incontri più o meno carbonari – spesso ai caselli delle autostrade – dove smerciano impunemente i cuccioli a persone contattate durante la fiera.
Negli ultimi anni anche in Italia sono stati scoperte “fabbriche di cuccioli” senza norme igieniche, senza rispetto per l’animale e privi di qualsiasi controllo sulle malattie genetiche e spesso venduti anche se solo vagamente somiglianti al cucciolo di razza.

Ultimamente, dopo trent’anni circa di battaglie da parte di tutte le associazioni animaliste e cinofile, un po’ di informazione al grande pubblico è arrivata: le Iene hanno fatto un discreto servizio sui cani dell’Est e lo stesso Tg5 – che ogni tanto va a fare servizi particolarmente imbecilli sull’acquisto di cuccioli (ne ricordo uno aberrante intitolato “dove comprare un cucciolo di sabato”) e finisce spesso per girare le sue scene proprio dai peggiori “canivendoli” – si è messo a fare qualche servizio in più sui carichi di cagnolini e gattini che ogni tanto vengono intercettati dalla Guardia di Finanza.
Purtroppo, però, si diementicano tutti di dire che:

a) il traffico di cuccioli non è gestito da misteriosi personaggi dell’aria losca che si possono incontrare solo pronunciando un’oscura parola d’ordine. Quei cuccioli vengono rivenduti da graziosi negozi o splendide strutture iper-pubblicizzate.
b) quelli che vengono fermati e multati, e a cui vengono sequestrati gli animali, sono solo quelli tanto stupidi da non voler neppure pagare i quattro soldi necessari a fornire i cuccioli dei documenti necessari all’esportazione. Gli altri passano tutti, perfettamente in regola, con i loro documenti perfettamente falsi (certificati di nascita inventati di sana pianta, pedigree fasulli, libretti di vaccinazione fatti in casa ecc.) che nessuno si sogna mai di verificare, anche perché è davvero difficilissimo.
Per i cani, per esempio, è vietata l’importazione se il soggetto ha meno di 4 mesi.
E se la cosa fosse controllabile, sarebbe quasi perfetto.
Siccome nessun “compratore da negozio” vuole un cucciolo così “grande”, perché sono tutti convinti che “non si affezionino più” (sì, è una convinzione assolutamente idiota, ma purtroppo è diffusissima) , il traffico dall’Est si sarebbe dovuto fermare da anni.
Invece no.
Gli importatori scrivono sui documenti date di nascita inventate (e perfettamente in regola con la legge), dopodiché imbarcano cucciolini di 35 giorni che sui documenti risultano avere 4 mesi… e il gioco è fatto.

Non può essere? E invece “è”.
Succede ogni santo giorno, perché non si può pretendere che a controllare le frontiere ci siano solo cinofili.
E comunque… se un cinofilo non potrebbe mai scambiare, che so, un San Bernardo di 35 giorni per uno di quattro mesi, è invece difficile per chiunque, perfino per un veterinario, capire l’età esatta di un cucciolo di piccola o piccolissima taglia.
Figuriamoci per un poliziotto o un finanziere.
L’unico indizio sicuro può darlo la dentatura… ma i cuccioli arrivano stivati sui camion, in misura di 100-200 per ogni carico. Voi ve lo vedete quel poveraccio che va ad aprire tutte le bocche una per una?

Morale: fatta la legge, trovato l’inganno. I certificati sono fasulli (ma solo fino a un certo punto, perché sono firmati da veterinari complici dei trafficanti) e i cuccioli arrivano legalmente in Italia.
Purtroppo spesso sono debilitati o peggio gravemente malati e spessissimo muoiono a pochi giorni dall’acquisto.
Questo purtroppo vale anche per il “made in Italy”…..soprattutto quando c’è una forte richiesta come in questo periodo.

IO PERO’ NON VOGLIO SPENDERE PIU’ DI MILLE EURO PER UN CANE!
Non c’è problema: i negozi sono pieni di peluche che costano molto meno.
Regalatevi uno di quelli, o regalatelo ai vostri bambini.
In alternativa, lasciate perdere il cane di razza, andate al canile più vicino e salvate una vita da quelle orrende gabbie.
Perché volere proprio un cane di razza pura? E’ una scelta sensata se si vuole andare in esposizione, se si vogliono fare cucciolate o se si vuol fare uno sport cinofilo… tutte cose che riguardano, forse, lo 0,001% della popolazione italiana.
Se volete “un cane” per tutto ciò che il cane può darvi (compagnia, divertimento e soprattutto amore), il canile è una risposta assolutamente perfetta: e vi dirò di più, avrete MOLTO più amore – al limite della morbosità, a volte – da un cane adulto o anziano, piuttosto che da un cucciolo.
Se volete il cane di razza perché vi piace esteticamente… be’, intanto non è un buon presupposto per un rapporto (avete forse scelto il vostro coniuge solo per la sua bellezza? E i vostri figli? Se fossero stati bruttarelli, li avreste buttati via?), ma soprattutto è un pessimo motivo per andarsi a comprare un cucciolo allevato in modo approssimativo. Perché i cuccioli dell’Est, spacciati per cani di razza pura, non lo sono quasi mai. Sono simil-labrador, più-o-meno-chihuahua, qualcosa-che-somiglia-a-un-barboncino…e così via. Un po’ perché, dove non c’è selezione, non ci sono neppure risultati morfologici: un po’ perché le carenze alimentari e igienico-sanitarie subite in tenera età peggiorano ancora la situazione.
Ciliegina sulla torta: il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da TUTTI i cuccioli dell’Est causano immancabilmente problemi di carattere (più evidenti nei cani, ma presenti anche nei gatti).
Tra i cani dell’Est ho già incontrato personalmente Labrador, husky e golden mordaci, rottweiler timidissimi, beagle inavvicinabili dai bambini e così via. Non credo che fosse questo il tipo di cucciolo che avevate in mente, non è vero?
Detto questo… se mille euro per un cucciolo vi sembrano troppi:
a) spero che vi sembrino troppi anche i duemila che potreste spendere dal veterinario nel disperato – e spesso vano – tentativo di salvare la vita di un cucciolo dell’Est;
b) anche quando il cucciolo è sanissimo, la spesa dell’acquisto è sempre molto, ma moooolto inferiore a quelle necessarie per fargli avere una vita lunga e felice. Quindi… o potete permettervi un cane, oppure no, indipendentemente da quanto vi chiedono per comprarlo.
Il gatto costa meno (anche all’acquisto); ma se si ammala, per esempio, bisogna curare anche lui. E che fate? Gli dite “sorry, non ho i soldi”?
Un animale è una responsabilità: un po’ come un figlio.
Se non ci sono le possibilità economiche, si rimanda; e a differenza del figlio, che possiamo farlo nascere solo in un certo periodo di tempo, il cane o il gatto possiamo aspettare anche sessant’anni per averlo.
Però, quando lo prendiamo, dobbiamo essere sicuri che potremo dargli il massimo. La spesa iniziale, ve l’assicuro, è solo una goccia nel mare. Gli esseri viventi, indipendentemente dal numero di zampe, costano.

Un consiglio?? rivolgetevi sempre a professionisti o chiedete al vostro veterinario qual’è la strada più giusta per adottare un amico per la vita.

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